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Spazzafumo, il sindaco più corteggiato

Spazzafumo, il sindaco più corteggiato

 

San Benedetto del Tronto – Si è presentato come il civico duro e puro, senza partiti, ancorato alla città e alle richieste dei sambenedettesi. Antonio Spazzafumo, re delle stampanti, da meno di un mese è alla guida del Comune di San Benedetto. In circa dieci giorni ha composto la sua squadra cercando di accontentare gli appetiti delle varie liste e tenendo conto di professionalità ed esperienza. La delega da vice sindaco è andata al renziano Tonino Capriotti, mentre l’assessorato più ambito e di peso quello all’urbanistica è andato all’ex forzista Bruno Gabrielli che così si è preso una rivincita dopo essere stato defenestrato dal ruolo di presidente del consiglio dalla giunta di centrodestra capitanata da Piunti. Proseguendo troviamo al bilancio il centrista ed esponente di spicco di Fides Vita Domenico Pellei e sempre dal mondo cattolico è stata attinta l’assessore Cincia Campanelli, mentre al commercio troviamo a giovane Laura Camaioni della lista Libera, ai servizi sociali Andrea Sanguigni proveniente dalla scuderia di Giorgio De Vecchis e infine un ritorno quello della ex demorat Lina Lazzari, con un passato da presidente del consiglio e consigliere di maggioranza sempre con il centrosinistra e ora al vertice dell’assessorato alla cultura.

Una manciata di settimane dove Spazzafumo ha affrontato i primi incontri formali con gli esponenti delle forze dell’ordine, con il vescovo e non sono mancate foto che lo ritraevano alla mensa della Caritas tra un primo e un contorno, mentre il lavoro sporco teso a trovare accordi con i commercianti per il decoro della città, a liberare San Benedetto dai topi, con la Picenambiente per migliorare il servizio di raccolta rifiuti lo ha lasciato al suo vice Capriotti. I pugni sul tavolo finora il primo cittadino li ha battuti solo per la sanità, o meglio lo ha annunciato, cercando di fare la voce grossa in Regione, dove però gradirebbero un sindaco più accondiscendente se davvero vuole avere Palazzo Raffaello al suo fianco.

Ora però il sindaco senza casacca, senza scheletri nell’armadio che non intende scendere a compromessi ma soprattutto che non intende sedere ai tavoli dei partiti e della politica si trova a un bivio e dovrà scegliere. Il bivio è dato da una data 18 dicembre, quando tutti i sindaci dei 33 Comuni che compongono la provincia di Ascoli saranno chiamati al voto per il rinnovo del consiglio provinciale. Che farà a quel punto Spazzafumo? Andrà sul renziano Sergio Loggi, sindaco di Monteprandone, visto che nella coalizione del primo cittadino c’è un’ampia componente di Italia Viva? Andrà con il centrosinistra pronto a far scendere in campo il sindaco di Offida Luigi Massa o Matteo Terrani primo cittadino di Folignano? O cederà alle tirate di giacchetta che in questi giorni sta subendo dal centrodestra pronto a schierare Daniel Matricardi sindaco di Montalto e che sa bene che senza la Riviera non potrà aspirare ad alcuna vittoria. Questo il quadro che spiega molte cose a cominciare dalla grande partecipazione dei sindaci della provincia alla festa in piazza che Spazzafumo ha organizzato alla Rotonda Giorgini in occasione della sua proclamazione e così la cena con tanto di torta e candeline che ben 28 sindaci su 33 sempre del Piceno hanno dedicato a Spazzafumo solo qualche giorno fa. Scene e situazione che non si erano mai verificate, né con sindaci di centrodestra né tantomeno con quelli di centrosinistra. Tanto che sembra quasi celarsi un accordo trasversale nelle alte sfere della politica picena attorno al nuovo primo cittadino della Riviera.

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