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Ancora scintille a Gerusalemme

Ancora scintille a Gerusalemme

Ferito un ultra-ortodosso israeliano nell’attentato alla Porta di Damasco, ucciso un terrorista palestinese

di Maurizio Petrocchi*

La violenza a Gerusalemme non accenna a placarsi. Un terrorista palestinese Mohammed Shawkat Salima dopo aver tentato di accoltellare un haredi (un ebreo ultra-ortodosso) è stato ucciso dai colpi di fucile della polizia di frontiera.

Il teatro quasi di guerra è ancora la Porta di Damasco della città Santa dove il terrorista palestinese di 25 anni ha ferito in modo lieve il giovane haredi e subito dopo la polizia di frontiera si è fiondata sull’attentatore, sparando due colpi, il secondo dei quali letale.

In un video virale è possibile osservare il giovane palestinese a terra mentre i poliziotti si libravano sul corpo inerme.   Il gesto è stato definito un “crimine di guerra”.

I familiari della vittima hanno detto domenica mattina alla radio KAN che non c’era alcuna indicazione della sua intenzione di compiere un attacco e che se la famiglia lo avesse saputo, lo avrebbero “rinchiuso”. Inoltre i familiari hanno aggiunto che non era necessario uccidere Salima, sarebbe stato sufficiente neutralizzarlo come una minaccia.

Domenica mattina l’Israel Defense Force ha arrestato diverse persone legate a Salima compreso suo fratello altri due persone di Ramallah. Invece sabato sera è stato arrestato un uomo sui quaranta anni che ha portato materialmente Salima a Gerusalemme aiutandolo nell’attacco.

Secondo il Centro di informazione palestinese, in seguito all’attacco, un certo numero di palestinesi nell’area circostante la Porta di Damasco sono stati arrestati, ma non è chiaro se gli arresti siano legati all’atto terroristico.

Esawi Frej il ministro della Cooperazione regionale in un Twitt ha affermato che l’uccisione del terrorista è stato un “atto di indifferenza verso la vita umana” che “merita di essere indagato”, aggiungendo: “Devi sparare agli aggressori solo per salvare vite umane, non togliergli la vita quando non rappresentano più un pericolo”.

I deputati della Joint List, Aida Touma-Sliman e Ofer Cassif, hanno entrambi espresso dure critiche nei confronti degli ufficiali, definendo il loro atto una “esecuzione”. Touma-Sliman ha affermato che si è trattato di un “crimine orribile e terribile” e Cassif ha affermato che l’omicidio è stato un “palese crimine di guerra”. Si sono susseguiti scontri con le forze di polizia dove circa 30 palestinesi sono stati feriti e l’ingresso della Moschea di Al-Aqasa è stato interdetto. Il primo Ministro israeliano Bennet ha ordinato al capo della polizia e al Ministro della pubblica sicurezza di continuare ad intraprendere le azioni necessarie per prevenire l’intensificarsi delle tensioni a Gerusalemme. Politici israeliani sono profondamente divisi sull’uccisione del terrorista della Porta di Damasco, l’alto funzionario Amir Cohen capo della polizia di frontiera ha detto che darà il suo “pieno sostegno” ai suoi agenti che sono intervenuti uccidendo Salima: “Gli agenti hanno agito con risolutezza, ponendo fine all’incidente prevenendo un attacco più ampio sia sui civili che sugli ufficiali”. Anche il ministro dell’Interno Ayelet Shaked ha offerto il suo sostegno dicendo che gli agenti della polizia di frontiera “stanno in prima linea e noi siamo dietro di loro”.

Cultore della materia e Dottorando in Storia Contemporanea Università di Macerata. Esperto in Violenza Politica, Terrorismo e Sicurezza, membro del Security Institute – London

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