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Bada che ti Mangio! Come impiattare cibo e cultura. Intervista ad Alberto Nicolai

Bada che ti Mangio! Come impiattare cibo e cultura. Intervista ad Alberto Nicolai

 

Torre di Palme – Fare quattro passi tra questi vicoli fotogenici, tra gli scorci di questo borgo medievale arroccato sulla collina e proteso nel mare, sono senz’altro una buona occasione per scambiare quattro chiacchiere con Alberto Nicolai.
Una breve chiacchierata per sapere qualcosa in più del suo nuovo format sulla storia del cibo Bada che ti Mangio!
La prima puntata verrà trasmessa Venerdì 3 Dicembre.
Nicolai, autore e conduttore della trasmissione, si presenta all’incontro con la sua consueta eleganza: occhiali d’osso, giacca verdone, fazzoletto bianco da taschino dello stesso colore della camicia, pantaloni grigi e scarpe marroni con calze multicolore.
Anche la mascherina, addosso a lui, assume un tocco di eleganza.


“Bada che ti Mangio!” Perchè questo nome?

Il nome di questo format è un voluto omaggio al grande Totò, il “Principe della risata”, alla sua immensa arte e alla sua grande passione per la cucina.
Bada che ti mangio infatti era il titolo dello spettacolo teatrale (Teatro di rivista ndr) che lo sceneggiatore napoletano Michele Galdieri ha ideato per il grande Toto e che stato presentato in tutta Italia nella stagione 1949-50.


Perdonami la domanda impertinente. Nel tuo programma c’è qualcosa che lo spettatore non trova in altri programmi di cucina? Mi spiego meglio. E’ più di dieci anni che in televisione, e non solo, imperversano pentole e impiattamenti; solo una prospettiva diversa, ormai, può guadagnarsi l’attenzione del pubblico. Qual è questa prospettiva nel tuo programma?


La prospettiva della cultura.
Bada che ti Mangio è un programma che unisce la cucina della tradizione italiana alla storia e alla cultura.
Ogni incontro sarà come un viaggio a ritroso nel tempo; scopriremo dove e quando sono nati i piatti che fanno tremare di intelligenza i palati di tutto il mondo.
Quindi possiamo dire che chi vedrà il programma imparerà non solo a preparare i piatti che presenterai in ogni puntata ma saprà anche la storia di ciò che sta mangiando?
Questo è stato fin dall’inizio il mio obiettivo e quello dei miei collaboratori.
Racconteremo storie di uomini, che poi sono storie di contadini, pastori, marinai; ve li faremo immaginare seduti intorno al fuoco o a bordo di imbarcazioni plasmare quelli che oggi sono dei veri e propri capolavori da mangiare.
Dove sono tate fatte le riprese?
È stato girato nel centro storico di Fermo, dove e stato allestito un set molto particolare.


Tu sei l’autore e il conduttore del format. Prima hai parlato di collaboratori. Chi sono?

La regia è di Stefano Del Monte e le musiche originali di Lucio Matricardi.


Dove verrà trasmesso il programma?


Le prime 6 puntate saranno presentate in rete, canali social e You tube, ma da marzo andranno in onda su emittenti televisive tematiche.

Puoi darci un anticipo della prima puntata del 3 dicembre?


In questa prima puntata parleremo delle origini della carbonara.

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