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Una bandiera nazista sulla bara della militante di Forza Nuova. La Digos ha già individuato i responsabili

Una bandiera nazista sulla bara della militante di Forza Nuova. La Digos ha già individuato i responsabili

 

Roma, 10 gennaio 2022, chiesa della parrocchia di Santa Lucia nei pressi di piazzale Clodio.

Don Alessandro Zenobi e don Paolo Emilio hanno appena terminato di celebrare le esequie di Alessia Augello, giovane donna di 44 anni scomparsa prematuramente il 7 gennaio a causa di alcune complicazioni sopraggiunte dopo un intervento chirurgico. Il feretro è uscito dal portone della chiesa e una folla composta da alcune decine di militanti hanno salutato con il saluto romano l’ex camerata di Forza Nuova e gridato: “presente”.

Il funerale si è trasformato in una commemorazione neofascista con la bara coperta da una bandiera nazista. 

La Digos di Roma ha già avviato un’indagine su quanto con l’obiettivo di individuare gli autori. Inoltre le immagini dei funerali sono state anche riprese da alcuni cittadini affacciati dai balconi e pubblicate su internet, suscitando diverse polemiche. Gli investigatori avrebbero identificato diversi appartenenti all’estrema destra che hanno preso parte alle esequie.

Poco dopo la fine della cerimonia la parrocchia ha affidato ai social la presa di distanza da quanto era avvenuto: 

“Purtroppo quanto si è verificato all’esterno della chiesa alla fine della celebrazione è avvenuto senza nessuna autorizzazione da parte del parroco né del sacerdote celebrante, entrambi all’oscuro di quanto stava per accadere”, si legge nel messaggio firmato da “don Alessandro, don Paolo Emilio e tutta la comunità sacerdotale parrocchiale”. “A tale proposito intendiamo esprimere la nostra profonda tristezza, delusione e disappunto per quanto si è verificato prendendo le distanze da ogni parola, gesto e simbolo utilizzati, riconducibili a ideologie estremiste lontane dal messaggio del Vangelo”. Il giorno successivo, a condannare l’episodio è arrivata anche una nota della diocesi di Roma guidata da papa Francesco: il vicariato “deplora con fermezza quanto accaduto ieri, davanti alla parrocchia di Santa Lucia, alla totale insaputa del parroco don Alessandro Zenobbi e di tutto il clero parrocchiale, al termine della celebrazione di un funerale”, si legge. La bandiera con la svastica, scrive la diocesi, è un “simbolo orrendo inconciliabile con il cristianesimo”: “La strumentalizzazione ideologica e violenta, ancor più quella che segue un atto di culto e in prossimità di un luogo sacro, per la comunità ecclesiale di Roma e per tutti gli uomini di buona volontà della nostra città rimane grave, offensivo e inaccettabile”. E precisa che il funerale si era svolto “senza alcun segno o manifestazione che facesse presagire ciò che è accaduto subito dopo”. “La diocesi di Roma, nelle sue tante componenti ecclesiali, lavora da tempo con dedizione per formare, educare e così disattivare ogni meccanismo di odio, di contrapposizione, di tentazione violentaideologica e discriminatoria “, conclude il comunicato.

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