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Paccapelo a Torresi: centro storico impoverito per colpa dei politici

Paccapelo a Torresi: centro storico impoverito per colpa dei politici

L’assessore nel mirino di Confabitare dopo l’attacco ai proprietari dei locali in centro

“L’assessore Mauro Torresi  ha ragione quando afferma  sulla stampa che in centro storico ci sono poche aperture di attività commerciali. Ma dice palesemente il falso quando scarica  le responsabilità di questo annoso fenomeno sui proprietari di immobili colpevoli, secondo l’assessore, di essere poco disponibili a cedere i locali  agli imprenditori. Le ragioni del mancato decollo commerciale del centro storico vanno ricercate piuttosto nella miopia  dell’amministrazione comunale da anni  incapace di mettere sul tavolo un progetto organico di rilancio”. Lo afferma in una nota Renzo Paccapelo, presidente di Confabitare, che respinge le critiche dell’assessore al commercio rivolte  ai proprietari di immobili circa la lunga agonia commerciale del centro fermano. “Troppo facile scaricare sui cittadini colpe che appartengono tutte alla incapacità degli amministratori  e delle istituzioni che non hanno saputo tracciare una  via di rilancio – aggiunge Paccapelo –  un caso unico nel panorama nazionale che vede  una città, che vanta uno dei patrimoni storici e culturali di primissimo livello, guidata purtroppo da politici  non in grado di guardare oltre la scheda elettorale e soprattutto incapaci di una progettualità che sappia guardare al futuro con concretezza e non con feste ed eventi, pure necessari,  che forse pagano elettoralmente ma che purtroppo poco servono al rilancio economico di una città come Fermo.

Le colpe di questa situazione – dice Paccapelo –  sono legate semmai  all’assenza di un progetto complessivo e credibile di rilancio del centro storico, che non può essere affidato  all’improvvisazione di un assessore ma a figure universalmente riconosciute capaci cioè di elaborare un piano concreto e verificabile di rilancio. Serve una strategia di lungo termine, che passa dal tentativo di riaprire (in collaborazione con il tessuto economico del territorio) anche alcune tipologie di botteghe artigiane. Un rilancio che passa anche dalla rigenerazione del tessuto abitativo oggi quasi esclusivamente fatto di locazioni transitorie per studenti o lavoratori fuori sede. Ma serve anche un piano diretto al riuso o al cambio di destinazione degli immobili meno appetibili sul mercato della locazione; e poi ancora una convenzione con gli ordini professionali per favorire attraverso un protocollo canoni “concordati” finalizzati al riutilizzo delle decine di uffici vuoti in tutto il centro storico. Pianificare eventi in collaborazione con le organizzazioni del commercio, dell’artigianato per rendere più attrattivo il centro e poi favorire con una serie di infrastrutture l’accesso facilitato al centro storico;

Nulla di tutto questo è stato fatto negli anni. Nessuna capacità di ascolto abbiamo riscontrato in questa amministrazione! Unicamente tenere in piedi surrettiziamente con finanziamenti pubblici attività che non avevano alcuna possibilità economica di sopravvivere. Prova ne sia l’apertura coraggiosa del negozio di Buschi nell’ex Maffei durata lo spazio di pochi mesi.

C’è poi da mettere nel conto gli errori di una mancata pianificazione e programmazione che vedono la città oramai svuotata (dove si continua ad investire senza l’analisi dei potenziali ritorni, vedi Mercato coperto), solo perché si attraggono finanziamenti mentre il baricentro economico di Fermo è oramai altrove, vedi Campiglione, dove non si è neppure in grado di ragionare con il limitrofo comune di Monte Urano per evitare la duplicazione delle strutture commerciali con danno per tutti. I fermani si chiedono seriamente cosa si è fatto in tutti questi anni  per il centro storico senza riuscire a trovare una sola risposta positiva. E il perché è presto detto: non è stato fatto nulla, si è navigato a vista badando più al consenso elettorale immediato che a presentare proposte coraggiose ed efficaci. L’assessore si faccia un esame di coscienza  prima di accusare i cittadini di responsabilità che ricadono tutte su un Comune miope che contrariamente a quanto  va blaterando perde colpi su colpi in molti settori come la sicurezza, la devianza giovanile, la viabilità, la crisi delle famiglie, il lavoro…… e controlli la posta elettronica troverà alcune nostre proposte troppo presto snobbate, come il protocollo d’intesa del 2020 per calmierare i canoni o il progetto per il centro storico del 2012.

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