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A GOVERNARE LA CITTA’ DI FERMO SEMBRA CI SIANO DUE SINDACI

di Massimiliano Bartocci – A governare il Comune di Fermo sembra ci siano due Sindaci. Il primo dal carattere razionale e il secondo più irrazionale, costantemente in contrasto tra di loro. Non è uno scherzo. La presenza di due Sindaci sta provocando, oltre che un forte imbarazzo tra i cittadini fermani, anche una discreta collezione

di Massimiliano Bartocci –

A governare il Comune di Fermo sembra ci siano due Sindaci. Il primo dal carattere razionale e il secondo più irrazionale, costantemente in contrasto tra di loro. Non è uno scherzo.

La presenza di due Sindaci sta provocando, oltre che un forte imbarazzo tra i cittadini fermani, anche una discreta collezione di denunce, esposti e diffide.

UN SINDACO PROTEGGE UN TRATTO DI SPIAGGIA E L’ALTRO LO DISTRUGGE

Ad esempio ha avuto un rilievo mediatico nazionale il contrasto tra i due in occasione del Jova Beach Party.

Il Sindaco razionale aveva avviato un’opera di ripristino ambientale in un tratto di spiaggia a Lido di Fermo ed emanato anche una ordinanza (la n. 27 del 2022) che imponeva il divieto per tutto l’anno di “asportare, raccogliere, o danneggiare in qualunque modo, tranne che per scopi scientifici o gestionali dell’area supportati da relazione tecnica, ogni essenza vegetale esistente in loco”, e nel periodo di nidificazione del Fratino di entrare o di sorvolare anche con un semplice aquilone.  

Ebbene il Sindaco irrazionale che cosa ha fatto? Su 8,3 km di spiaggia a disposizione ha autorizzato un mega concerto di due giorni, con 30.000 persone, proprio nel tratto di spiaggia protetto. E le essenze vegetali opportunamente “piantate” secondo la direttiva europea 92/43/CEE “Habitat”? Ovviamente distrutte.

Lungomare di Lido di Fermo prima e dopo il Jova Beach Party

IN VENDITA IL LUOGO SIMBOLO DELLA CITTA’

Ma la stessa cosa è successa con il Parco del Girfalco, il luogo simbolo della città di Fermo, che per 1500 anni è stata la piazza principale, tanto che Fermo era individuata con il nome di “Città del Girfalco”.

Luogo dove esisteva il palazzo del primo Municipio e dove vengono costantemente ritrovati importanti reperti archeologici, come quelli del recente luglio, che “hanno consentito di accertare la presenza di un abitato stabile dell’età del bronzo (e forse del Neolitico)” e fatto dichiarare alla Sovraintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, essere “il colle del Girfalco un sito strategico di eccezionale rilevanza”.

Il Sindaco “razionale” aveva avviato un progetto di ristrutturazione e ampliamento degli immobili di proprietà comunali esistenti nel Parco del Girfalco: un immobile denominato “la casa del custode” di 181 mq e “la casina delle rose” di 5301 mq, con tanto di spese e affidamento a tecnici comunali e professionisti per “effettuare la progettazione definitiva strutturale”.

Ma quando tutta la città aspettava il concretizzarsi di questi progetti di recupero sapete che cosa ha fatto il Sindaco irrazionale?

Il 19 febbraio 2021, inserisce la “Casa del Custode” tra i beni alienabili e in un mese avvia la procedura per la vendita. I tempi ristretti e il periodo pandemico hanno fatto il resto con due sole offerte, praticamente simili, per 332.000, per un bene pubblico posto difronte alla Cattedrale Metropolitana. Circa 2000 euro al metro quadro. Al posto della “Casa del custode”, della storica uccelliera e della vasca dei pesci, ed anche dei bagni pubblici, sembra nasceranno dei mini appartamenti.

Stessa contraddizione per la “Casina delle Rose” inserita tra i beni alienabili il 7 dicembre 2021 e il 10 Giugno 2022 posta in vendita dopo che il Sindaco “razionale” aveva promesso il mantenimento della proprietà pubblica e avviato la procedura di ristrutturazione.

Piazzale del Girfalco. In evidenza la "Casinda delle Rose" - Foto di Massimiliano Bartocci
foto Massimiliano Bartocci

RICHIESTA UNA NUOVA VALUTAZIONE TECNICO ESTIMATIVA PER LA CASINA DELLE ROSE

Ma in questo caso le personalità in gioco sembrano sdoppiarsi ulteriormente. Infatti la cifra ridicola di un 1,97 milioni di euro posta a base d’asta, per a circa 370 euro al metro quadro, è stata da più parti ritenuta non congrua non solo rispetto ai 2000 euro al mq della vendita della vicina “Casa del Custode” ma anche a tutta una serie di novelle normative che consentono la realizzazione di un 40% di residenziale (condhotel) e di ottenere un credito d’imposta pari all’80% delle spese sostenute per la riqualificazione di strutture alberghiere.

Tanto è vero che il Sindaco “razionale” è dovuto intervenire e affidare, con determina n. 680 del 5 Agosto 2022, alla Agenzia delle Entrate una nuova valutazione tecnico-estimativa sulla Casina delle Rose. Valutazione che a questo punto servirebbe a poco se non a quantificare il danno erariale.

Questo basterebbe per considerare la procedura di vendita inficiata da bipolarismo amministrativo.

IL COMUNE RINUNCIA ALLA TASSA DI SOGGIORNO PER LE GRAVI PERDITE SUBITE DAL SETTORE RICETTIVO

Ma questi due Sindaci si sono “affrontati” nuovamente in questi ultimi giorni, in occasione della pubblicazione, da parte della società Sociometrica, di cui è direttore il Prof. Antonio Preiti, di un “Report su come le destinazioni turistiche hanno reagito al biennio in cui è stato protagonista il Covid-19”, i cui risultati sono stati ripresi anche dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”.

Report che ha individuato “le destinazioni “antifragili”, quelle robuste e quelle fragili.”

Sono stati analizzati 3.390 comuni turistici italiani, tra cui la città di Fermo, che sorprendentemente è risultata la terza destinazione turistica con il maggior incremento di presenza: +38%.

Il risultato è infatti scaturito dal confronto delle presenze turistiche fatte registrare, nel Comune di Fermo, nel 2019 (452.596) con quelle del 2021 (624.745), con un saldo attivo di 172.149, che sarebbe il segnale di una capacità eccezionale del Comune di “resistenza” alle difficoltà generate dal periodo pandemico.

Ma si sa i dati vanno analizzati e interpretati da chi conosce la realtà locale.

NEL 2020 RIAPRE IL CAMPING VERDE MARE CON I SUOI 2490 OSPITI GIORNALIERI

La Sociometrica non poteva conoscere un fatto determinante, che riguarda il Comune di Fermo, vale a dire che gli incrementi di presenze sono “inficiati” dalla nota vicenda giudiziaria legata al Camping Verde Mare posto sotto sequestro nel 2016 con l’accusa di abuso edilizio. La riapertura, “per non aver commesso il fatto” nel 2020, di una delle più grandi strutture ricettive delle Marche, ha determinato un improvviso incremento delle presenze che non sono certo legate alla capacità di “resilienza” di un territorio né alla bontà delle scelte politiche dell’amministrazione comunale.

Se infatti togliamo dai dati del 2021 le presenze turistiche del Camping Verde Mare, che ha una ricettività di 2490 ospiti al giorno, e una media annua di 180.000 presenze, ci accorgiamo che il territorio ha sofferto come il resto d’Italia e forse anche di più.

Panoramica Camping Verde Mare di Fermo

UN BOOM TURISTICO CHE NON POTEVA PASSARE INOSSERVATO

Del resto era stato proprio il Sindaco “razionale” ad aver riscontrato una particolare diminuzione dei flussi turistici nel periodo considerato.

Come dimostra la Determinazione dirigenziale n. 48 del 16 Febbraio 2022 (r.g. 354) con cui sono stati affidati direttamente “servizi di ideazione, elaborazione, definizione e presentazione della proposta progettuale da candidare al bando pubblico del Ministero dell’Interno per l’assegnazione del fondo anno 2021 a sostegno delle piccole e medie città d’arte e dei borghi particolarmente colpiti dalla diminuzione dei flussi turistici dovuti all’epidemia da Covid 19”;

A questa determina fa eco il sito istituzionale del Comune di Fermo dove si legge che “anche per il 2021 a Fermo l’imposta di soggiorno per chi soggiorna nelle strutture ricettive è azzerata. Nessun adempimento o versamento, inoltre, sarà a carico delle strutture interessate. È quanto deliberato dalla Giunta Comunale fermana, dando seguito a quanto fatto anche lo scorso anno, quando la tariffa del tributo è stata azzerata, a causa delle gravi perdite subìte dal settore turistico-ricettivo per l’emergenza sanitaria creata a causa dell’epidemia COVID19.

Un mancato introito (per 624.745 presenze) che non troverebbe giustificazione soprattutto se paragonato ai Comuni Italiani “meno prestanti” che invece l’hanno mantenuto.

I DATI VANNO INTERPRETATI

ll Prof. Antonio Preiti, da noi interpellato sulla questione, ha giustamente fatto osservare che i dati vanno interpretati: “il nostro studio riflette e riporta i dati Istat per come sono pubblicati, non implica una interpretazione dei dati che non sia di carattere generale. È evidente che nei singoli comuni ci sono motivazioni e ragioni peculiari che vanno considerate in chiave locale”.

Non è la prima volta che l’amministrazione comunale di Fermo fornisce una interpretazioni strumentale dei dati “turistici”, come fatto, ad esempio, per giustificare la svendita del Girfalco (Casa del Custode e Casina delle Rose), necessaria, secondo l’amministrazione, per la “richiesta” di strutture ricettive private.

NESSUNA RICHIESTA DI STRUTTURE ALBERGHIERE

In realtà Fermo dispone di un albergo “diffuso”, costituito da tanti palazzi e appartamenti del centro storico, il cui utilizzo andrebbe incentivato in tal senso, anche in previsione delle future offerte di nuove costruzioni residenziali in zona Molini Girola e Campiglione e la costante diminuzione della popolazione residente.

Nuove costruzioni che determineranno un deprezzamento delle costruzioni più vecchie e un progressivo abbandono del centro storico.

Mentre non esiste alcuna necessità di strutture alberghiere come è dimostrato dal mancato utilizzo dei quattro lotti alberghieri di Casabianca e dalla chiusura di strutture esistenti come l’Hotel Lido.

Come non esiste nessuna necessità di far costruire nuovi appartamenti nel Parco del Girfalco.

Alberghi e nuovi appartamenti che vanno proprio nella direzione opposta alla sbandierata valorizzazione del patrimonio immobiliare residenziale in disuso del centro storico.

AUMENTARE IL CONSUMO DI SUOLO

Ma questa volta ci si è spinti anche oltre.

Il finto “boom turistico” è stato utilizzato, non solo per attribuirsi meriti inesistenti, ma anche per giustificare e preparare future scelte politiche.

Secondo il Sindaco di Fermo: “Dati che sono anche un premio a questi sette anni di lavoro” …  “il fenomeno turistico è anche economico e lo dobbiamo sfruttare, da una parte come Città di Fermo dobbiamo proseguire con l’ampliamento delle zone di turismo nel Prg con turismo light, glamping e camping che non impattano sulla nostra orografia e come Provincia dobbiamo iniziare a pensare di non prevedere consumo di suolo quando i Comuni ampliano le zone di ricettività turistica perché solo così su tutto il territorio provinciale si può incrementare il turismo”.

Tra i due Sindaci che litigano il terzo che gode non è certamente il Cittadino e il Bene comune.

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